LA LEGGENDA DEI TRE COMPAGNI

Narni, Eremo di Sant’Urbano, autunno 1224. Francesco d’Assisi, anziano e ammalato, trova l’ispirazione per il Cantico delle creature mentre è alle prese con le presunte visioni mistiche di frate Leone, una dolorosa operazione agli occhi, le stimmate da nascondere ai curiosi, le missioni improbabili dei fraticelli in giro per il mondo, piccoli desideri che i compagni non vogliono soddisfare, come un bicchiere di vino o un canto per alleviare le sue sofferenze. Ma soprattutto la difesa del suo ideale utopistico di povertà radicale contro il realismo dei suoi frati che stanno istituzionalizzando l’ordine.

Tratto fedelmente dalle memorie di Leone, Rufino e Angelo, La leggenda dei tre compagni racconta gli ultimi anni di vita di Francesco – dall’incontro con il Sultano d’Egitto alle stimmate fino alla composizione del Cantico – in una chiave radicalmente innovativa e anticonformista basata sull’umorismo.

Prima “commedia francescana”, il film, scritto e diretto da Arnaldo Casali, racconta episodi della vita del Santo presenti nelle fonti ma fino ad oggi completamente ignorati dal cinema, con un cast di eccellenza capeggiato da Francesco Salvi (che aveva già interpretato il Poverello nel film Il giorno, la notte. Poi l’alba) e Fabio Bussotti (di nuovo nei panni di frate Leone a 35 anni dal Nastro d’Argento per Francesco di Liliana Cavani) e di cui fanno parte, tra gli altri, umoristi come Rosario Terranova (Bernardo da Quintavalle), Stefano Chiodaroli (Giovanni il Pugile), Max Cavallari dei Fichi d’India (che dà il volto al buffo frate Ginepro), Cecilia Di Giuli (Jacopa dei Settesoli), Luisa Borini (Chiara), Annalisa Aglioti (Ortolana), Adelmo Togliani (frate Pacifico “Il re dei versi”) e la partecipazione straordinaria di Moni Ovadia.

Produzione a bassissimo budget e realizzata in un contesto autenticamente francescano, il film – grazie alla collaborazione dei frati minori – è stato girato nei luoghi reali dove ha soggiornato  Francesco, utilizzando come oggetti di scena anche riproduzioni anastatiche degli scritti autografi e addirittura oggetti appartenuti al Santo.

Frutto di anni di studi sull’umorismo del Giullare di Dio, il film rappresenta un’opera innovativa e al tempo stesso fedelissima e fa seguito a La Stella di Greccio, uscito nel 2023 e dedicato alla nascita del Presepio, di cui porta avanti le vicende e lo stile scanzonato.

Il film è prodotto da Arnaldo Casali e Francesco Salvi per Istess e Cenacolo Cinema con il contributo del Comune di Terni e la Regione Umbria e la collaborazione del Comune e la Pro Loco di Vacone in Sabina, il Comune di Cottanello, la Pro Loco di Marmore, la Contrada Sant’Angelo di Orte e il Terziere Mezule di Narni.