David Riondino, fondatore di Istess Teatro e del Valentine Fest

di Arnaldo Casali

L’autore di Maracaibo, il giullare che animava i concerti di De André & PFM, il cantastorie del Costanzo Show, il marito di Sabina Guzzanti, che ha diretto in Troppo sole ,  il cantore cubano di papa Francesco, l’inventore del Telegiornale Cantato, il fondatore della Scuola dei Giullari, il pacifista autentico che non ha avuto paura di prendersi l’etichetta di “putiniano” pur di battersi contro la cultura della guerra e del riarmo. Ma anche il primo direttore artistico di Istess Teatro e il fondatore del Valentine Fest.

David Riondino, scomparso la mattina della Domenica delle Palme, è stato questo ed altro.

Tra gli artisti più influenti della cultura italiana degli anni ’80, Riondino è stato anche l’unico ad entrare nell’orbita del Terni Film Festival senza esser invitato, ma per la sua curiosità, la voglia di sperimentare, di mettersi in gioco e di tessere relazioni.

Dieci anni fa esatti, nel 2016, iscrisse al concorso il suo Il Papa in versi“, un documentario dedicato al viaggio di papa Francesco a Cuba, raccontato da poeti improvvisatori cubani.

Ci sembrava così strano, che un personaggio così conosciuto volesse mettersi in gioco in un piccolo festival di provincia, che all’inizio pensammo a una omonimia.

Invece era lui e non solo venne, vinse il festival e l’anno dopo divenne il presidente della giuria, ma iniziò una lunga collaborazione con il festival durata fino ad oggi, con altri film, spettacoli e sperimentazioni, in cui ha coinvolto – tra gli altri – molti artisti del territorio, arrivando a produrre il brano Santo Valentino, scritto da me e Marialuna Cipolla, composto ed eseguito dalla stessa Marialuna con le “note di sabbia” di Gabriella Compagnone.

Nel 2020, in piena pandemia, si era inventato il TgSuite, un Telegiornale cantato fatto con amici artisti su Zoom.

Quell’anno il Terni Film Festival si era svolto online, trasmesso in diretta dagli uffici dell’Istess, con gli ospiti collegati da remoto. Lui disse: “Io sono stanco di stare in casa, vengo a Terni!”. “Ma il festival lo facciamo in ufficio – gli avevo risposto – non al cinema. E non possiamo nemmeno portarti a cena, perché i ristoranti sono chiusi”.

Venne in ufficio, e fu l’unico ospite “dal vivo” dell’edizione in lockdown, con tanto di esibizione dal vivo di Maracaibo ele pizze fatte arrivare in sala riunioni dopo la diretta.

Qualche mese dopo, tornati finalmente dal vivo, si ritrovò a cena con una vecchia conoscenza – Angelo Longoni – con cui a cena si punzecchiò a lungo ricordando i loro comuni esordi teatrali milanesi (ma in ambienti radicalmente diversi) e le loro esperienze cinematografiche a Cuba.

Nel 2021 accettò l’incarico – totalmente gratuito – di direttore artistico di Istess Teatro, appena costituito. E il debutto fu con la prima edizione del Valentine Fest, un festival nato come versione valentiniana del TgSuite, che proprio questa settimana ha visto la cerimonia finale.

Proprio per il Valentine Fest scrisse uno dei suoi brani più belli e significativi: I due Vladimiro, ambientata nel venerdì santo, e in cui le vittime della guerra tra Russia e Ucraina si ritrovano in Paradiso.

Non smise mai di lavorare, anche quando si ammalò continuo a fare progetti: nel 2023 organizzò un recital per il Valentine Fest con Gabriella e Marialuna che andò in scena al Cenacolo anche se lui – convalescente – non aveva quasi voce.

Una delle ultime volte che ci siamo visti è stato per Gazart, una serata teatrale dedicata a Gaza alla quale era intervenuto insieme a tanti altri personaggi come Moni Ovadia e Ascanio Celestini. Di ritorno dal teatro avevamo fatto il viaggio insieme in metropolitana, discutendo di nuovi progetti.

Ci eravamo ritrovati un anno e mezzo fa, dalle parti di casa sua, per un caffè e nuovi progetti: io gli avevo anche proposto anche un ruolo nel film La leggenda dei tre compagni, ma lui stava facendo di nuovo i conti con i problemi di salute.

Pochi mesi fa chiese il nostro aiuto per mettere in piedi un nuovo ambizioso progetto: la Scuola dei Giullari, che ha registrato uno straordinario successo e la cui seconda edizione si sta svolgendo proprio adesso nell’ambito delle iniziative per gli 800 anni della morte di san Francesco e che fino all’ultimo momento ha guidato con instancabile entusiasmo e fermento creativo, registrando e pubblicando canzoni fino a due settimane fa: l’ultima, Mosaico, è dedicata – coraggiosamente – a Israele e il mondo ebraico.

L’ULTIMA CANZONE DI DAVID RIONDINO

TGSUITE SAN VALENTINO


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