Premio San Valentino 2026 – i vincitori
PREMIO SAN VALENTINO PER LA LETTERATURA
Anna Grazia Lodesani per Valentino
Uno dei pochissimi romanzi dedicati alla figura del santo degli innamorati (gli altri sono Sabino e Serapia di Settimio Bernarducci e il dittico Il segreto del Santo innamorato e La maledizione della Dea Vacante di Arnaldo Casali, direttore dell’Istess e fondatore del Valentine Fest)
PREMIO SAN VALENTINO PER LA STORIA
Adolfo Puxeddu per il libro Il culto di San Valentino, martire e vescovo e patrono massimo della città di Terni, con cui ha fatto il punto sugli studi più recenti riguardanti la figura storica del santo, ricollegando anche la costruzione della nuova basilica e dell’urna che raccoglie le reliquie, ad opera dei frati carmelitani e della famiglia reale dell’impero austro ungarico, attraverso la figura di Madre Eletta Tramazzoli, carmelitana scalza ternana e fondatrice dei Carmeli di Vienna, Graz e Praga.
PREMIO SAN VALENTINO PER LA FILOSOFIA
Adamo, detenuto del Carcere di Terni che durante la reclusione ha iniziato a studiare e praticare la filosofia.
PREMIO SAN VALENTINO PER LA TEOLOGIA
Jean-Claude Koffman sociologo preso l’Università di Parigi Descartes e autore di numerosi volumi sulla coppia e la vita quotidiana, tradotti in quindici lingue. Tra i suoi principali Corpi di donna, sguardi d’uomo. Sociologia del seno nudo e Un letto per due. La tenera guerra.
PREMIO SAN VALENTINO PER L’ARTE
Andrea Camiciola, in arte “Camic” per il quadro realizzato appositamente per la mostra Il Santo Senza Volto e che rappresenta una rivisitazione pop del celebre santino di Ettore Ballerini nel 1907, che ha impostato il modello della gran parte delle raffigurazioni del patrono di Terni. Tra le caratteristiche del San Valentino di Camic – disegnatore e fumettista con al suo attivo molti albi e collaborazioni con importanti case editrici del settore – c’è l’aggiunta (assente nell’originale) della Rosa, da qualche anno diventata il segno distintivo del protettore degli innamorati.
PREMIO SAN VALENTINO PER IL TEATRO
Stefano de Majo per il suo impegno nella valorizzazione del Santo Patrono attraverso il teatro di strada e opere multimediali come il cortometraggio Ver Sacrum. Tra i fondatori, con Riccardo Leonelli, del festival StraValentino, de Majo ha vestito i panni del Santo degli innamorati in un monologo portato in scena all’interno della stessa Basilica e in incursioni di teatro di strada che da anni animano a Terni il mese di febbraio.
PREMIO SAN VALENTINO PER IL CINEMA
Buen Camino di Checco Zalone. Il film che ha polverizzato qualsiasi record di incassi è stato anche massacrato ingiustamente dalla critica. Si tratta in realtà di un capolavoro che affronta – insieme – due temi cruciali per i valori di san Valentino, come la famiglia e la spiritualità, attraverso l’improbabile itinerario verso Santiago di Compostela di un padre e una figlia che porta ad un autentico processo di conversione esistenziale. Il riconoscimento verrà consegnato nel corso della prossima edizione del Terni Film Festival.
PREMIO SAN VALENTINO PER LA MUSICA
Sergio Rossini per l’Inno a San Valentino, diventato ormai da qualche anno la colonna sonora di tutte le celebrazioni valentiniane. L’Inno è stato eseguito dal vivo da una corale diretta da don Rossini nel corso della cerimonia al Cenacolo San Marco.
PREMIO SAN VALENTINO PER LA COMUNICAZIONE
Silvia Guidi della redazione cultura dell’Osservatore Romano. Giornalista di lunghissima esperienza, Guidi ha promosso con centinaia di articoli i valori di san Valentino. Nel corso della cerimonia ne è stato ricordato uno in particolare: l’intervista a Dolores Hart, diva hollywoodiana che aveva esordito in un film d’amore con Elvis Presley e che dopo aver interpretato santa Chiara in Francesco d’Assisi di Michael Curtiz è diventata monaca di clausura, fondando un teatro all’interno del suo monastero.
PREMIO SAN VALENTINO PER LA PACE
Padre Stefano Tondelli per il suo impegnocome Commissario di Terra Santa.
Tondelli, che è stato direttore della Caritas di Terni (mentre Soddu lo è stato della Caritas nazionale), ha raccontato di aver ricevuto l’incarico di organizzare pellegrinaggi e di essersi ritrovato in mezzo ad una guerra terribile, che da due anni insanguina la Palestina. Ritirando il premio Tondelli ha ricordato come la presenza dei francescani in Terra Santa risalga allo stesso Francesco – primo cristiano a dialogare pacificamente con l’Islam – e ha sottolineato come il primo impegno che ciascuno può portare avanti è quello di liberarsi dalla cultura dell’odio e del nemico. Padre Stefano ha anche sfatato il luogo comune sulla soluzione dei due stati: “Gandhi si era opposto alla divisione dell’India dal Pakistan che ha portato tante guerre, Mandela all’apartheid in Sudafrica. L’unica vera soluzione è quella di uno stato unico dove tutti possano convivere in pace e con gli stessi diritti”.










