Sabato 8 novembre

Sarà l’apostolo “maledetto” ad inaugurare la XXI edizione del Terni Film Festival.

Sabato 8 novembre alle ore 21 al Cinema Politeama verrà proiettato in anteprima nazionale Il Vangelo di Giuda di Giulio Base, il film che rivoluziona il profilo del traditore per antonomasia, sposando – letteralmente – il suo punto di vista sulla storia dei Vangeli.

Produzione italo-polacca, il film si avvale di un cast internazionale che comprende Rupert Everett, Paz Vega, John Savage, Darko Peric, Tomasz Kot e Abel Ferrara, ed è la prima produzione cinematografica a raccontare la vita di Giuda Iscariota. L’unico precedente risale a dieci anni fa, ed era un film algerino che vinse proprio il Terni Film Festival nel 2015.

La lettura del regista-teologo, autore di celebri fiction su santi come Pietro, padre Pio e Maria Goretti, ma anche di un’insolita rilettura della Natività – Bar Giuseppe – si prepara a far discutere.

La figura di Giuda, infatti, è tra le più misteriose ed enigmatiche dei Vangeli, e –  complice il Vangelo apocrifo che lo vede come presunto autore – si è prestata a letture molto diverse tra loro.

“Nella lingua ebraica il nome Yehudah – che ironia! – significa lodato” spiega la teologa Lilia Sebastiani, nel numero speciale di “Adesso” in distribuzione gratuita agli spettatori del festival.

“È un nome importante per gli ebrei: quello di uno dei dodici patriarchi e quello di un martire della causa patriottico-religiosa di Israele, qual è Giuda Maccabeo”. Fin dai primi secoli, però, i cristiani hanno giocato ambiguamente sull’assonanza tra Giuda e i Giudei.

“Le testimonianze dei vangeli a riguardo di Giuda sono scarse, ma non possono esserci dubbi sul fatto che Gesù aveva mandato i Dodici, quindi anche Giuda, ad annunziare il regno di Dio “con potere e autorità” e a scacciare gli spiriti maligni; che ai suoi discepoli, quindi anche a Giuda, aveva detto: «I vostri nomi sono scritti nei cieli»; che durante l’ultima cena anche Giuda partecipa al rito che fonda la comunione con il corpo e il sangue di Gesù e anche Giuda è tra quelli a cui Gesù lava i piedi. Dobbiamo pensare quindi a una svista degli evangelisti o dello stesso Gesù?”.

“Ormai, da secoli – aggiunge la teologa – i nomi “traditore” e “Giuda” sembrano quasi intercambiabili. In realtà, in tutto il Nuovo Testamento Giuda viene chiamato una volta sola “il traditore”. Per il resto Giuda non è mai presentato come colui che tradisce, ma come colui che consegna Gesù; i due verbi trasmettono messaggi ben diversi”.

Una figura, quindi, ancora tutta da scoprire, liberandola da stereotipi e luoghi comuni.

“Portare a Terni Il Vangelo di Giuda – un’opera che nasce dal desiderio di guardare la storia sacra da un angolo diverso, forse inedito ma profondamente umano – significa per me rimettere il cinema al servizio di una domanda antica e sempre nuova: dove abita il divino nella nostra vita?” spiega il regista.

Nel corso della serata, Giulio Base riceverà l’Angelo di Dominioni alla carriera dalle mani del vescovo Francesco Soddu e del presidente onorario del festival Krzysztof Zanussi.

“Ricevere l’Angelo alla carriera del Terni Film Festival sarà per me motivo di profonda gratitudine e commozione” commenta Base: “Non considero questo riconoscimento un semplice premio, ma un segno che il mio cammino artistico – intrecciato da sempre con la ricerca del senso e del sacro – trova qui una sua conferma e una sua casa”.

“Il Terni Film Festival – continua il regista che cinque anni fa, con Bar Giuseppe si aggiudicò il Premio Fuoricampo proprio a Terni – con la sua missione di dialogo tra popoli e religioni, custodisce un valore che avverto come essenziale: l’incontro. In un tempo in cui prevalgono le fratture, questo festival testimonia invece la possibilità di unire, di riconciliare, di aprire varchi di luce attraverso le immagini”.

“Ringrazio di cuore il vescovo Francesco Soddu, il direttore Arnaldo Casali, il presidente Krzysztof Zanussi e tutti coloro che rendono questo festival un luogo di grazia, di confronto e di speranza. Ricevo questo premio come un dono, ma anche come un impegno: continuare a cercare, con le immagini e con le storie, quel punto in cui l’arte e lo spirito si incontrano e generano vita”.

Giulio Base

PRIMA NAZIONALE ANCHE PER IL FILM SU MASSIMILIANO KOLBE
IL FRANCESCANO MARTIRE DI AUSCHWITZ

Tre produzioni polacche in anteprima nazionale caratterizzano la giornata inaugurale del Terni Film Festival 2025, che si aprirà infatti alle 15.30 con CV, il nuovo film di Krzysztof Zanussi, da diciannove anni presidente onorario della kermesse.

Alle 17.30 sarà proiettato invece Il trionfo del cuore, una coproduzione Polonia-Stati Uniti, che racconta la storia di san Massimiliano Kolbe, il francescano polacco morto ad Auschwitz per salvare la vita di un altro prigioniero.

A presentare il film – anch’esso in anteprima nazionale – sarà il protagonista Marcin Kwasny.

Proprio lo stesso Zanussi ha diretto i primi due film dedicati fino ad oggi, francescano polacco: dopo aver raccontato l’episodio del martirio di Kolbe in Da un paese lontano (film sulla vita di Karol Wojtyla uscito nel 1981), Zanussi aveva costruito una vera e propria inchiesta sulla misteriosa morte del fondatore delle “Città dell’Immacolata” nel film Vita per vita con il quale, nel 1991, fece debuttare al cinema il due volte premio Oscar Christoph Waltz.

Dal 2017, inoltre, il Terni Film Festival è gemellato con il festival Maksymilany di Breslavia, che si richiama proprio all’eredità di Kolbe.

 

Krzysztof Zanussi e Marcin Kwasny