COME NACQUE LA FABBRICA D'ARMI DI TERNI
Nel 1871, Terni venne visitata da tre forestieri , personaggi decisivi per lo sviluppo industriale della conca ternana: Giovanni Lucowich, Luigi Campofregoso e Cassian Bon. Il primo era un industriale svizzero, che impiantò una ferriera per produrre tubi di ghisa nei pressi della stazione, per approfittare dell'importanza infrastrutturale delle linea ferroviaria Roma - Foligno. Il tratto Foligno-Ancona era allora in costruzione. Il secondo era un genovese, capitano di stato maggiore dell'esercito, che aveva l'intenzione di individuare una località strategica dove collocare la fabbrica d'armi nazionale. Il terzo era un ingegnere belga, venuto in Italia per costruire a Roma la condotta dell'Acqua Pia, opera che fu consegnata al papa Pio IX il 10 settembre 1870, cioè dieci giorni prima della presa di Roma da parte dei bersaglieri sabaudi. Cassian Bon, nel 1871, giungeva a Terni da Perugia, dove era vescovo Antonio Pecci, ex nunzio apostolico in Belgio e perciò protettore dell'ingegnere belga. Monsignor Pecci indirizzò il Bon a Terni per fargli conoscere direttamente il sistema fluviale della conca ternana, con la cascata del fiume Velino nel fiume Nera, perché uno specialista di condotte d'acqua poteva avere qualche idea nello sfruttamento di quella potenza idraulica. L'ingegnere belga incontrò Ottavio Coletti, ingegnere militare nativo di Terni e l'ingegnere comunale Adriano Sconocchia. I tre, insieme ai piccoli industriali tessili della conca, si misero a studiare il fiume come forza motrice per il rifornimento energetico a una grande zona industriale. Il progetto di impiantare una fabbrica d'armi era centrale anche per loro. In Italia, esistevano tre fabbriche d'armi con caratteristiche nazionali: a Torino, a Brescia e a Torre Annunziata, ma risultavano insufficienti per le esigenze del nuovo stato unitario e presentavano inconvenienti per la loro posizione geografica, troppo vicine ai confini di terra e di mare, quindi in pericolo in caso di guerre europee. Luigi Campofregoso scelse e propagandò la posizione ternana con due opuscoli intitolati: "Il campo trincerato di Terni" del 1871 e "Sulla straordinaria importanza militare e industriale di Val ternana" del 1872. Certamente Terni era lontana dai pericolosi confini. Inoltre, Campofregoso metteva in risalto come si sarebbe potuto disporre di una straordinaria risorsa energetica, sfruttandola Cascata delle Marmore. In base alle indicazioni di Campofregoso, il ministro della guerra Ricotti scelse Terni per impiantare l'arsenale italiano e concesse subito tre milioni e mezzo di lire per le opere necessarie all'avvio. Il Parlamento ratificò la decisione del ministro nel gennaio del 1873. Il Comune si impegnò a concedere un'area di 60 mila metri quadri e ad eseguire un canale a scorrimento rapido delle acque che desse moto alle turbine per generare energia elettrica. Il canale era una idea di Cassian Bon, sostenuta finanziariamente da un consorzio composto dal Comune, dagli industriali Cini e Gruber e dallo stesso Bon. L'escavazione del canale cominciò nel 1874 e l'opera prese il nome di Canale Nerino, cioè "figlio del Nera". Il 2 maggio del 1875 venne posta la prima pietra della "Fabbrica d'Armi", alla presenza del ministro Ricotti. Gli impianti sia del canale Nerino che dell'arsenale terminarono nel 1878. Nei tre anni successivi, l'opificio militare rimase inoperoso, finché arrivarono dei tecnici inglesi per montare i macchinari importati dall'Inghilterra e duecento operai specializzati dagli stabilimenti militari di Torino, Brescia, Torre Annunziata e dalla Morgiana della Calabria. Terni, dal 1871 al 1876, crebbe di 2.500 unità e vi immigrarono da fuori zona 141 nuove famiglie. La città contò allora 17523 abitanti.
Pompeo De Angelis