COME NACQUE CORSO TACITO
Corso Tacito è il segno urbanistico di Terni moderna, laica e appartenente allo Stato Unitario, quale si realizzò, nel 1870, con Roma capitale. Le mura medioevali si aprirono e furono abbattute in zona Camporeale per far posto a un grosso largo sterrato, che doveva diventare il nuovo centro della città. Un rettifilo dalla vecchia Piazza Maggiore (oggi si chiama piazza della Repubblica) fu disegnato dall'urbanista Benedetto Faustini nel 1869, con l'idea di farne l'asse coordinatore di Terni. Il progetto fu propagandato dall'ingegnere comunale Adriano Sconocchia con un opuscolo del 1870 intitolato: "Rapporto sull'attuazione della nuova strada di accesso alla stazione ferroviaria di Terni." Infatti l'asse stradale moderno doveva facilitare l'accesso alla stazione ferroviaria, sulla linea Roma Ancona. I ternani per prendere il treno facevano un tortuoso percorso da Corso Vecchio a Porta Spoletina, poi camminavano per una via campestre in contrada Costa di Spada, raggiungevano i binari e li percorrevano in parallelo fino all'edificio della stazione. Il percorso era disagevole e inadeguato alle ambizioni di Terni. Gli amministratori della città vollero costruire al più presto la "strada nova", senza neppure attendere l'approvazione del piano regolatore, ma emanando semplici provvedimenti ad hoc. Nel 1876, si mossero le vanghe e i picconi, si procedette all'abbattimento di palazzi, di case, di casupole e allo spianamento di giardini e orti per creare lo spazio alla via dritta per la stazione. Fu arretrato il palazzo Giocosi, furono demolite le ali di palazzo Manni, le cancellate di palazzo Faustini, alcune parti di palazzo Cremissina-Paradisi e tagliata la casa Paglia. Risaltarono invece i palazzi Graziani e Colonnese sulla destra e sulla sinistra i palazzi Cesi e Nevi. Le spese, per questi primi lavori, si aggirarono sul mezzo milione di lire. Sull'arteria in costruzione si collocò il più grande istituto finanziario della città, voluto dal vescovo monsignor Tizzani negli ultimi tempi dello Stato pontificio, la Cassa di Risparmio, che acquistò palazzo Montani per stabilirvi la propria sede. La Strada Nova si preparava ad essere il luogo degli affari, dei negozi e degli studi professionali, la via della borghesia. Venne inaugurata nel 1884 con il nome di Corso Tacito, che comprendeva il tratto che andava da Piazza Maggiore allo slargo di Piazza Tacito, mentre il tratto continuativo si chiamò Viale della Stazione. Ma quando, per il Natale del 1885, si fece l'esperimento della illuminazione elettrica si scelse Corso Vecchio, perché Corso Tacito era senza pavimentazione e senza marciapiedi. Protestarono soprattutto i negozianti, per la polvere che si alzava d'estate e il Comune prometteva di innaffiare il terreno ogni due giorni, ma i carri con le botti si facevano vedere solo quando i reclami aumentavano di tono. Nonostante i disagi, si affacciarono sulla via nuovi esercizi, quali la Cappelleria di Stanislao Battisti e il Caffé Pasticceria di Fabio Pazzaglia, entrambi nel 1885. Alcuni ternani, amanti della Terni vecchia, si lamentarono della spaccatura del tessuto urbano e accusarono l'architetto Faustini di aver aperto, con una strada dritta, la città alla tramontana e di aver resa ventosa la Piazza Maggiore, dove facevano salotto d'inverno. Ma dritto per dritto, dette fastidio anche la fontana della piazza , che ostacolava la prospettiva di Corso Tacito con il suo vascone che sporgeva dalla nicchia. La fontana fu demolita nel 1887 e le due sfingi che la ornavano, dette "le zuccone", furono collocate ai giardini pubblici della Passeggiata.
Pompeo De Angelis