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Titolo articolo "RADICI CRISTIANE D'EUROPA" di Daniele Mariani
Le Radici Cristiane d'Europa Il 25 marzo 1957 è stato a Roma la firma del Trattato che ha istituito la Comunità Economica Europea, cioè l'organo che ha dato i natali all'attuale Unione Europea. Il 29 ottobre 2004 si è svolta a Roma la cerimonia della firma del Trattato che adotta una Costituzione per l'Europa: le controversie nascono riguardo l'assenza di riferimenti alle radici giudaico-cristiane della coscienza europea. La dimensione storica dell'Europa non sembra destare alcun particolare interesse nell'opinione pubblica; gli europei, secondo lo storico Christian Meier "si sentono evidentemente i sopravvissuti di una storia che hanno lasciato alle proprie spalle, più che i figli di un passato dal quale provengono". La categoria della storia non gioca più alcun ruolo; forse è solo un effetto del fatto che è tutt'altro che facile definire ciò che questa Europa vuol essere? Il concetto di Europa risale persino prima delle stesse radici cristiane: opera del pensiero greco "la prima contrapposizione tra l'Europa e qualcosa che Europa non è" cioè l'epoca delle guerre persiane e l'età di Alessandro Magno. L'Europa quando respinge le radici cristiane, non rifiuta una fede ma Roma, il Rinascimento che è il ritorno dell'Occidente alle sue radici: è la tradizione che, restando viva, rende possibile il progresso. Sembra divenire sempre più evidente un sentimento di "aggressività ideologica" laicista, o come direbbe Benedetto XVI una razionalità svuotata dello spirito (una ragione senza fede): il laicismo è ancora quell'elemento di neutralità, che apre spazi di libertà per tutti? Non si può fare a meno del "patrimonio fondamentale" di quei comuni valori che fanno parte della nostra coscienza storica, prescindendo da un'unità prettamente politica ed economica: Non si finisce in questo modo per diffondere la convinzione che la "ponderazione dei beni" sia l'unica via per il discernimento morale e che il bene comune sia sinonimo di compromesso? L'Umbria stessa, terra di santi e mistici, non sembra aver dimenticato le proprie origini? La regione dell'Umbria nel 2004, approvando il nuovo Statuto non ha menzionato alcun riferimento al Santo d'Italia, San Francesco di Assisi, né al Patrono d'Europa, San Benedetto da Norcia. Ed è proprio la Regola di San Benedetto caratterizzata dalla saggezza e dall'amore per la persona, non potrebbe essere rimedio per le persone e per la convivenza delle società moderne, in cui non solo il Creato è usato senza alcuna misura, in cui anche le pretese verso noi stessi e la società sono senza misura? Hans-Gert Poettering, eletto a gennaio 2007 presidente del Parlamento Europeo ha detto: "riscoprire le radici dell'Europa e i suoi valori, per poterli testimoniare e condividere con il resto del mondo. Le nostre radici risiedono nella filosofia greca, nel diritto romano e nella tradizione giudaico-cristiana, ha affermato; esse hanno modellato l'Europa di oggi, che è un continente multiculturale e multireligioso". Il professore Dario Antiseri della LUISS ha spiegato: "L'eredità avuta dalla Grecia, la ragione, la razionalità come discussione critica. Ma ci sono altri due punti che non ci derivano dalla Grecia: il primo punto è l`idea di persona cioè sacra e inviolabile. L`idea di persona sacra e inviolabile non deriva da nessun trattato di filosofia , nessuno, cioè è una novità portata dal messaggio cristiano" ha chiarito al numeroso pubblico. "Io credo che il contributo migliore che i cristiani possano dare all'Europa, è quello di essere uniti" ha detto monsignor Vincenzo Paglia. "Il patriarca Atenagora una volta disse: chiese sorelle, popoli fratelli; una Chiesa che riscopre la sua dimensione universale è la chiesa di cui l'Europa ha bisogno". "Non si può nemmeno - ha aggiunto il Vescovo della Diocesi di Terni Narni Amelia- limitarsi ad affermare la verità. La Chiesa è madre e maestra, e la dimensione della maternità è quella che deve riscoprire". Il Senatore Rocco Buttiglione, da parte sua, ha spiegato riguardo il concetto stesso di laicità:"Lo stato che pretende di non avere bisogno dei valori di cui sono portatori le religioni è uno stato che si fa esso stesso religione. Addirittura, scriveva Toqueville, gli americani ritengono che una persona non religiosa non possa essere una persona per bene". "Il laico è una persona che ascolta il parere dei vescovi, e poi agisce secondo la sua coscienza. Il laicista è colui che non vuole che i vescovi parlino".
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