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Titolo articolo

"Lo spirito interreligioso di Assisi"

di Daniele Mariani

 

Lo spirito di Assisi ha animato, anima e continuerà ad animare il cammino che ha portato uomini di tutte le fedi religiose in Umbria, il cammino degli uomini di pace come Karol Woytila che da Gerusalemme a Damasco ha attraversato il mondo, il cammino intrapreso dalla comunità di Sant'Egidio e da tutte le associazioni che credono nella pace che hanno portato il dialogo nelle diverse città del mondo e si ispira al cammino dell'uomo Francesco che come un cavaliere errante tornava a "casa", la sua casa cioè Dio, come un Iteinerarium mentis in Deum del peregrino San Bonaventura. Lo spirito di Assisi rappresenta soprattutto il cammino interiore che ognuno di noi fa nella propria esperienza vivenziale per raggiungere la pace. Gli ostacoli che si sono posti sulla strada del dialogo interreligioso sono stati in primo luogo l'ignoranza che limita la percezione di noi stessi e dell'altro, la dimenticanza della storia che fa ripetere gli orrori del passato; a mio avviso, il relativismo dell'uomo moderno che assolutizzando le posizioni individuali quasi come una battaglia darwiniana, non apre all'ascolto e nè alla ricerca dei valori comuni portando l'uomo ad una volontà di potenza nichilista che lo aliena e o relega in una schiavitù di se stesso. Fattori che invece possono rendere il cammino più agevole verso il dialogo sono il perdono visto come la riscoperta dell'umano "IO" attraverso la scoperta del divino nel "TU" , tra l'altro teorizzato nel 1918 da 4 pensatori, e un'azione comune su valori condivisi da tutti i fronti. Il primo passo del dialogo interreligioso comincia dal recupero della capacità di dialogare: non parte necessariamente da Assisi ma dalle nostre case affinchè ci sia dialogo è necessario che la comunicazione passi prima di tutto tra di noi.

 

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