COME NACQUE L'OSPEDALE DI TERNI
(Prima parte)
Una pergamena notarile, in data 7 settembre 1366, testimonia che un palazzotto di Terni e alcune case vengono donate, per testamento, alla Confraternita di San Nicandro da un certo Tristano da Giovannuccio, per farne un ricovero per i malati poveri. La confraternita ne ricavò quattro letti "forniti di biancheria, di materassi, di lettiere e di altre cose necessarie". Nella storiografia ternana questo avvenimento vale per la fondazione dell'ospedale Santa Maria. Era, in verità,un'opera di misericordia per i più derelitti, perché i malati normali venivano curati in casa e a partire dal 19 agosto 1398 i cittadini poterono giovarsi di un medico condotto stipendiato dal Comune con 50 fiorini l'anno con un contratto per cinque anni. Questo primo dottore, patentato in medicina, si chiamava Giovanni da Rieti. Dal 1366 saltiamo al 1924. Dopo quattro secoli e mezzo la situazione ospedaliera non era migliorata, eppure Terni era diventata una città industriale di abitanti. L'ospedale civile aveva sede in mezzo ai tuguri dell'argine del Nera, nella straduzza che oggi si chiama ancora Via dell'Ospedale. Nel 1924 ne era direttore il dottor Severino Fornaci. Egli ce ne ha lasciato la seguente descrizione: "Il fabbricato è decrepito, con ambienti ristretti e male aerati, ubicazione dei vari reparti impossibile, perché, ad esempio, per accedere alla sala dei tubercolosi uomini è necessario attraversare la sala dei malati comuni. La sala adibita alle donne tubercolose è priva d'aria, di luce, con finestre che danno sopra il tetto dove non penetra mai un raggio di sole. Pavimenti e mattoni sconnessi , angustia in genere in tutti i reparti, camerette chirurgiche insufficienti di numero: appena tre o quattro non aventi la cubatura necessaria e situate lungo un corridoio dove è un continuo transito per recarsi in corsia. Assenza completa di camere a pagamento per la medicina, mancanza di camere per l'isolamento, impianti sanitari, come cessi, lavanderie, riscaldamento, bagni, assolutamente primitivi. A tutto questo si aggiunge l'ammasso dei tuguri che attorniano il fabbricato….L'armamentario chirurgico è deficiente o mancante." Eppure, nel 1917, essendo sindaco per la seconda volta un medico condotto, vale a dire Alessandro Fabri, costui propose di "costruire sull'area centrale, trasformando il fabbricato vecchio e sventrando la zona circonvicina, oppure di scegliere altra località in luogo migliore da adattarsi" Un decreto municipale fu emanato il 23 giugno 1917, per realizzare l'ampliamento, ma non si fece praticamente nulla e l'ospedale lo troviamo nelle condizioni descritte dal dottor Fornaci nel 1924. Il regime fascista decise di costruire un nuovo ospedale, nelle direttive del Piano Regolatore Lattes Staderini del 1934, scegliendo l'area di Colle Obito. Cominciarono gli sbancamenti della collina, che furono interrotti dai bombardamenti della seconda guerra mondiale. Durante i bombardamenti l'ospedale ternano venne ospitato ad Acquasparta. Nel dopoguerra, si trasformarono la caserma e le stalle della cavalleria dell'Annunziata, in civile ricovero sanitario. Il Comune considerò il problema risolto, perché ci fu un miglioramento rispetto alla precedente fabbrica, ma la struttura, cosiddetta nuova, apparve ed era chiaramente incivile.
Pompeo De Angelis