La Stella della Romania

 

All’indomani dell’apertura dell’anno francescano La Stella di Greccio è approdato alla terza edizione di Filmikon, il festival internazionale dei film premiati dalle giurie ecumeniche, promosso in Romania da Signis, associazione cattolica mondiale per la comunicazione. Il festival ha visto proiezioni a Bucarest, Iasi, Cluj-Napoca e Timisoara.

Nel programma del festival ci sono sette film premiati da giurie ecumeniche o da Signis ai festival di Cannes, Berlino, Terni e Timisoara, alcuni presentati per la prima volta in Romania. A questi si aggiunge proprio la commedia francescana proiettata in tutte le sedi del festival.

Il viaggio della Stella è iniziato il 19 gennaio al Cinema Victoria di Cluj Napoca, presentato da Codruța Fernea, coordinatrice dei progetti dell’Anno “Cardinale Iuliu Hossu” per l’Eparchia di Cluj-Gherla, ed è proseguito il 23 gennaioTimi Soara.

La pellicola diretta da Arnaldo Casali e interpretata da frate Alessandro Brustenghi è stata presentata poi il 24 gennaio al Cinema Ateneu di Jasi, commentata dal giornalista Claudiu Bulai e lo stesso giorno poi chiuso il festival a Bucarest, con una proiezione al Cinema Union, presentata da Francis Unguereanu, presidente di Signis Romania.

Questa partecipazione sottolinea come un progetto nato in una piccola provincia italiana possa parlare un linguaggio
Ciò che rende straordinario questo caso cinematografico è il paradosso tra l’economia dei mezzi e la ricchezza del contenuto. Definito ironicamente come il film con il budget “più francescano” mai registrato, l’opera è stata realizzata grazie al supporto di Istess e ConfraTerni con poche migliaia di euro. Eppure, la qualità narrativa ha permesso alla pellicola di approdare su Prime Video e di essere distribuita in un cofanetto speciale che integra documentari, cortometraggi e una colonna sonora raffinata. Il punto di forza risiede nellaregia di Casali, che sceglie di abbandonare l’iconografia classica del santo sofferente per restituire un Francesco d’Assisi inedito: un artista del palcoscenico, un animatore che concepisce il primo presepe come una vera e propria messa in scena teatrale.

 

 

 

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