Sentieri del cinema – 27 e 28 dicembre a Terni, Magione e Umbertide

 

La quarta e ultima tappa dell’edizione 2025 di Sentieri del Cinema, il festival itinerante promosso dalla Regione Umbria in collaborazione con Sviluppumbria e la Rete dei Festival di Cinema dell’Umbria per valorizzare le proprie eccellenze locali attraverso un originale connubio con il cinema, si è svolta il 27 e 28 dicembre 2025 a Terni, Magione e Umbertide, promuovendo l’Umbria come “Terra del Natale” e, nello stesso tempo, luogo di cultura cinematografica, di enogastronomia e di artigianato, a partire dalla lavorazione della ceramica, nella logica del turismo esperienziale.

La tappa gestita dal Terni Film Festival si è aperta il 27 dicembre alle 10.30 al Cenacolo San Marco di Terni con La cappella Sistina nel villaggio di Pinocchio, workshop a cura di Nello Giorgetti, che è stato trasmesso integralmente sul canale Istess Media di Youtube e ha visto la partecipazione – tra gli altri – di Roberto Papi, allievo dell’Accademia degli effetti speciali fondata a Terni da Carlo Rambaldi e fondatore della società di scenografie ed effetti speciali Logical Art.

Tra i più importanti scenografi italiani, Giorgetti ha collaborato – tra l’altro – a film come C’era una volta in America di Sergio Leone, Phenomena di Dario Argento, Malena di Giuseppe Tornatore e Marco Polo di Giuliano Montaldo, ma ha anche lavorato a praticamente tutte le scenografie realizzate negli studi di Papigno.

Ed è proprio a Papigno (il cui complesso è stato visitato l’anno scorso durante la prima edizione di Sentieri del cinema) è stato dedicato il workshop. Giorgetti ha ricostruito la storia dello stabilimento di calciocianamide trasformato in un lager nazista per La vita è bella e – dopo il grande successo del film – in un complesso cinematografico dove sono stati ricostruiti, tra l’altro, la Sicilia di Il sole nero di Zanussi, tre villaggi a grandezza naturale per Pinocchio di Roberto Benigni (il borgo di Geppetto, il villaggio del mare e il Paese dei Balocchi), ma anche la Cappella Sistina per la fiction su Giovanni Paolo I.

Giorgetti, che è stato a lungo collaboratore di Mario Cotone, ha spiegato come, quando e perché il produttore ha deciso di investire su Papigno creando il magniloquente complesso cinematografico nella cui gestione è entrato – successivamente – anche Roberto Benigni.

L’incontro ha approfondito le tappe che hanno portato all’uscita di Cotone dalla gestione degli studios e al successivo ingresso di Cinecittà che ha portato, di fatto, allo smantellamento del complesso a partire dal 2007 e a una lunga controversia con il Comune di Terni, che ne è proprietario.

L’assessore alla Cultura e al bilancio del Comune di Terni Michela Bordoni, presente all’incontro, ha dato conto degli ultimi sviluppi della questione, manifestando l’intenzione di riqualificare il complesso – ormai in avanzata fase di degrado – per tornare ad utilizzarlo per produzioni cinematografiche.

Dopo il grande successo dell’incontro mattutino nel pomeriggio il festival si è spostato al frantoio Centumbrie di Magione, dove il programma si è aperto alle 17 con la proiezione del film La Stella di Greccio di Arnaldo Casali, prodotto da Istess Cinema.

Reduce dal festival Maksymiliany di Breslavia, in Polonia e dalla consegna a papa Leone XIV – il film sulla nascita del Presepio, dopo essere stato proiettato – tra l’altro – in Vaticano, in Armenia, e nel santuario di Greccio è appena uscito in un cofanetto che oltre al dvd del film raccoglie la colonna sonora di Paolo Paniconi, Marialuna Cipolla e Frate Alessandro – e il 6 gennaio sarà trasmesso da Tv2000.

Il film ha aperto un focus francescano dedicato agli 800 anni del Cantico delle Creature proseguito alle 18 con il corto musicale Invicta Flamma di Paolo Canè, vincitore dell’Angelo per la miglior colonna sonora al Terni Film Festival 2025.

A commentare il film e a ricevere l’Angelo d’oro è stato Amedeo Folco, tenore piemontese, che ha interpretato ed eseguito la colonna sonora del film, arrivato appositamente da Torino per intervenire al festival.

A seguire l’incontro con Folco quello con lo stesso Nello Giorgetti, che ha ricevuto l’Angelo per la migliore scenografia vinto al Terni Film Festival 2025 per il film La seconda via dedicato alla campagna di Russia, e che ha raccontato la sua lunga carriera, iniziata con Anna Magnani e proseguita a fianco di grandi maestri come Sergio Leone, Bernardo Bertolucci, Giuliano Montaldo, Dario Argento e Luciano Salce, al quale è stato legato da una lunga amicizia e con cui ha girato – tra l’altro – i primi due film di Fantozzi, riguardo ai quali ha regalato al pubblico dei gustosissimi aneddoti.

Giorgetti ha parlato del proprio lavoro anche sotto il profilo tecnico, spiegando – ad esempio – la differenza tra production designer, scenografo e arredatore.

A concludere il pomeriggio il concerto per pianoforte di Lucrezia Proietti, che ha proposto un repertorio dedicato a Chopin e a musiche per il nuovo anno, come la tradizionale scozzese Auld Lang Syne (nota in Italia come Il Valzer delle Candele) e il celebre walzer di Strauss.

Dopo il concerto – che ha riscosso un grandissimo apprezzamento da parte del pubblico intervenuto – il Frantoio Centumbrie ha curato una degustazione di prodotti tipici, e di una vasta varietà di vini e spumanti.

Domenica 28 dicembre il festival si è concluso a Umbertide con una visita guidata alle Ceramiche Rometti, che ha aperto le porte della propria manifattura offrendo ai visitatori un percorso guidato alla scoperta dei propri spazi produttivi.

I visitatori hanno potuto conoscere la storia dell’azienda (fondata nel 1927 e rimasta fino a pochi anni fa nelle mani della famiglia Rometti, che l’ha ceduta recentemente alla famiglia Monini) e visitare le celebri ceramiche d’autore, realizzate su commissione di alcuni dei più importanti stilisti e designer del Novecento, da Kenzo a Jean Cocteau fino a Cucinelli.

Il gruppo ha potuto visitare i laboratori dove l’argilla viene trasformata in autentiche opere d’arte, conoscendo da vicino la lavorazione della ceramica: dalla “creazione” delle opere (al tornio o a stampo), le varie cotture nei grandi forni (da tre a quattro, a seconda del tipo di prodotto), la smaltatura, la decorazione attraverso le varie tecniche (decalcomania, graffito e così via) ammirando i prodotti esportati in tutto il mondo.

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