Popoli e Religioni – La storia

Il festival è stato ideato nel 2005 dall’allora vescovo di Terni Vincenzo Paglia (consigliere spirituale della Comunità di Sant’Egidio, oggi Presidente della Pontificia Accademia per la vita) per far dialogare attraverso l’arte cinematografica i popoli e le religioni: un “incontro di civiltà” che voleva e vuole essere una risposta allo “scontro di civiltà” paventato dopo l’11 settembre.

La prima edizione è stata inaugurata sabato 19 novembre negli studi cinematografici di Papigno, a quel tempo di proprietà di Cinecittà e di Roberto Benigni, che li aveva utilizzati per le riprese di La vita è bella, Pinocchio, La tigre e la neve e lo speciale televisivo L’ultimo del Paradiso.

Padrino della prima manifestazione era stato Carlo Fuscagni, fondatore della Umbria Film Commission e allora presidente di Cinecittà Holding. La consulenza artistica era di Carlo Chatrian, allora vicedirettore dell’Alba Film Festival e oggi direttore del festival di Locarno.

Nel 2006 la direzione artistica è passata ad Arnaldo Casali, Matteo Ceccarelli e Alessandro Minestrini ed è iniziata l’amicizia con Krzysztof Zanussi, divenuto nel 2011 presidente onorario del Festival, e che è stato artefice della Rete dei festival cinematografici europei, e con Maria Grazia Cucinotta.

Nel 2009 nell’ambito del focus Africa è stato presentato per la prima volta al pubblico il progetto del regista Paolo Bianchini Il sole dentro, film incentrato sulla storia di Yaguine e Fodè (i due bambini guineiani morti nel 1999 nascosti sul vano carrello di un aereo diretto a Bruxelles, dove avrebbero voluto consegnare una lettera “ai governanti d’Europa”) e allora ancora in fase di sceneggiatura, una scena della quale fu interpretata dal vivo da Francesco Salvi con due bambini della comunità africana di Terni. Negli anni successivi sono state presentate anteprime del film e nel 2012 l’opera finalmente completa.

Nel 2010 il festival ha presentato in esclusiva lo spettacolo Il giullare di Assisi con un inedito san Francesco comico (basato sulle fonti e studi storici) interpretato da Francesco Salvi e Fabio Bussotti, tornato per l’occasione a vestire i panni di frate Leone a 21 anni dal Nastro d’argento vinto per il film di Liliana Cavani.

Nel 2011 la stessa Cavani, ricevendo l’Angelo alla carriera, ha annunciato l’intenzione di girare un terzo film su Francesco d’Assisi, realizzato poi nel 2014. Nello stesso anno alla direzione artistica è subentrato lo sceneggiatore Pierluigi Frassineti e nel 2013 il regista Oreste Crisostomi. Dal 2014 la direzione artistica è tornata ad Arnaldo Casali.

Nel 2015 il festival si è aperto proprio all’indomani degli attentati di Parigi. La videomaker polacca Maria Lis, studentessa alla scuola del cinema di Parigi che viveva proprio in uno dei luoghi colpiti, ha raccontato di essere scampata alla strage proprio perché partita il giorno prima alla volta di Terni.

Il focus di quell’anno era stato dedicato al Marocco e alla religione islamica per rispondere all’ondata di odio razziale e islamofobia seguiti agli omicidi nella redazione della rivista “Charlie Hebdo” e all’assassinio – avvenuto a Terni proprio sulla piazza di fronte alla sede dell’Istess – di un ragazzo ternano da parte di uno spacciatore marocchino.

Il clima di tensione ha portato a speciali misure di sicurezza durante le giornate del festival (in particolare all’inaugurazione cui avevano preso parte la presidente della Regione Catiuscia Marini e il cardinale Gualtiero Bassetti) e a polemiche per il coinvolgimento dell’associazione dei Giovani Musulmani d’Italia sollevate dal quotidiano “Libero”.

Nel 2016 è stato presentato in concorso un cortometraggio incentrato proprio sugli attentati di Parigi: Salaam StDenis2015 di Federica Pacifico. Sempre nel 2016 il festival è stato preceduto da un evento speciale al teatro Lyrick di Assisi dove è stato presentato in anteprima mondiale il film Il sogno di Francesco. Il film è stato presentato anche al festival, introdotto da un incontro con la medievista Chiara Frugoni e il frate tenore Alessandro Brustenghi, che ha eseguito la melodia originale del Cantico delle creature da lui stesso ricostruita.